Storie…..


Quelli che…


Brosio


Politica


Eroi

Quelli che…

Che fuori tempo che fa – bruttissimo titolo, inventato da chi non lo so – altro non è che Quelli che il calcio senza il calcio. Il criterio di scelta degli ospiti è infatti lo stesso sia di quelli fissi che sono Orietta Berti (era anche a Quelli…) Marzullo (era anche a Quelli…) e le new entry (rispetto a Quelli…) Fabio Volo e Frassica, hanno un ruolo ben preciso, come in Quelli che…: la Berti porta il buon senso della casalinga di Voghera; Marzullo lo pseudo filosofo rompic…; Fabio Volo un po’ Brosio, un po’ ex idolo delle adolescenti, il panettiere che si è fatto da solo; Frassica il non sense, il fustigatore dei luoghi comuni; si degli  ospiti della settimana quelli una tantum, quelli cioè che, nel corso dei sette giorni, hanno un libro, un film, una fiction da promuovere, come a Quelli che…. Ma soprattutto uguale uguale, il tema della settimana, non espresso, ma latente, che li unifica tutti i presenti. Un talk piacevole, perché i partecipanti vengono scelti con criteri intelligenti, ma “alla maniera” di Quelli che il calcio, se volete alla “maniera “di Fabio Fazio. Nihil novi…. mi chiedo: questo riescono ad inventare i giovani autori; allora a che serve la nostra rottamazione se fanno le stesse nostre cose?


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Politica

Quando insegno o faccio conferenze parlo di politica, “faccio politica”? Certo che sì; se per politica si intende parlare di cosa pubblica, di moralità, di bene comune sì. Esprimo le mie idee, le mie opinioni sulle cose, le esprimo cercando di informarmi su quello che dico. Non parlo a vanvera, né di pancia, parlo sapendo ciò di cui parlo. Questa è la democrazia fare politica, parlare ed esprimere le proprie idee; mi risulta che solo i regimi dittatoriali vietino la politica ai cittadini. Non è forse Mussolini che faceva scrivere nei locali pubblici “Qui non si fa politica!”. Non sono forse i qualunquisti che affermano “mangia e bevi che la vita è un lampo!”, frase orrenda diciamolo pure! Quindi, sì parlo di politica, ma bisogna chiarire il termine; se per politica è parlare di res publica, ecco io mi interesso di res publica non penso ai partiti che dovrebbero invece proporre soluzioni per far progredire la res publica. Di loro valuto le proposte. Per cui io faccio sempre politica, perché è mio e nostro dovere interessarci del bene pubblico, sennò cosa ci staremmo a fare al mondo. Quindi sì faccio politica me ne vanto perché credo nella democrazia.


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Brosio

Vorrei spezzare una lancia a favore di Paolo Brosio pre-Medjugorie. Perché quando facemmo il pre giro d’Italia nell’ormai lontano inizio di millennio fu lui il primo a commentare con un ospite la tappa del giorno, facendola. Nella sua idea c’era un valore in più a quella che oggi hanno copiato da lui. Oggi infatti la tappa la fanno e la commentano dei ciclisti, quelli di una volta. Allora la tappa la faceva lui con dei big appassionati della bici (ricordo Paolo Belli, Guidolin ecc.) il che voleva dire: un amatore ce la fa a fare una tappa da professionista, se sì in quanto tempo e con che fatiche. Grazie a Paolo feci dalla macchina RAI d’antan (era la 1500 degli anni 60) tutto il giro accompagnandolo mentre lui pedalava. Il regista era Eugenio Lijoi. Se ne volete sapere di più comperate il libro, ne parlo. 


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Gli eroi di San Giovanni Valdarno

1982: Siamo a S. Giovanni Valdarno. Lì avviene una delle final four per accedere alle finalissime cadetti. Con questa squadra avevo dominato il campionato ligure, grazie alla difesa e al contropiede. Eravamo forti di gambe e veloci…almeno credevamo. Ci capita come avversario la mattina una squadra lombarda, non ricordo quale; comunque la giovanile di una di quelle squadre di A lombarde…Spogliatoi prima della partita; fervorino mio, poi parla il capitano della mia squadra che dice, me lo ricordo ancora: “Ragazzi come abbiamo vinto il Regionale, difesa e corsa, giochiamo con loro così e mettiamocela tutta, in fondo sono esseri umani come noi!” Applausi ci carichiamo e entriamo per il riscaldamento. Già da quello si notano le differenze. Tutti alti, vestiti da capo a piedi come damerini, noi che già credevamo di essere eleganti che avevamo maglie e pantaloncini uguali sembravamo freak. Comincia la partita dopo 3′ eravamo 21 a 2 per loro. Non c’era partita salvo che a un certo punto il mio capitano mi dice dal campo: “Felice, contali…Sono sei non cinque…” Io, impotente mi limito a dire: “No, sono cinque anche loro. Il fatto è che corrono di più!”. Perdemmo 142 a 46. Fare 46 punti a dei professionisti fu un onore….


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