Firenze – Savona

E’ finita col treno Firenze Pisa, Pisa Savona la mia avventura di angelo. Sul treno pensavo che avrei avute molte storie da raccontare e di cui vantarmi con quei sedentari che erano restati a Savona  ed erano andati solo a scuola. Quest’ultimo fatto lo pensavo seriamente, Andare a scuola e studiare latino e greco era niente rispetto alla possibilità di parlare a a Firenze col mondo intero, di sapere in diretta le verità su America (USA intendo) Francia, Germania ecc. Ero convinto già allora che cultura fosse quella paludata del Regio Liceo Gabriello Chiabrera, dove si studiava seriamente secondo i canoni antichi con professori quasi tutti preparatissimi nel loro campo; ma ritenevo e ritengo anche adesso che il mondo reale colle sue gioie e volgarità, coi suoi scaricatori e i suoi poeti contemporanei: il presente e il futuro, l’alto e basso avessero uguali diritti nel mondo…sennò che democrazia era!

Forse questo mio assioma culturale l’ho proprio imparato a Firenze, chissà! In treno, se ben ricordo, ero da solo, gli altri avevano altri piani se non sbaglio; o forse c’era con me Carlo Amicarelli. Non ricordo. E’ più vivo e più importante per questo scritto il fatto che pensassi a quello che ho scritto. Firenze in questo senso mi aveva fatto crescere e le ero grato. Poi la sera da Gianni rientrai nella normalità della Provincia: musica cheek to cheek, vino, insomma un normale figlio di papà. Me ne sarei reimpossessato più tardi del fango, quando divenni marito e padre. A domani, ma con un altro racconto.