Sto leggendo un bel libro di Cacciari sull’Umanesimo. Si intitola La mente inquieta, come ho visto ieri un frammento della trasmissione che Augias conduce sulle nuove pubblicazioni. Si parla di un libro di Machiavelli e della propensione che il Rinascimento italiano e non, posseduti per la scienza e per l’utopia. Il grande maestro lui, Machiavelli, l’autore del Principe, e dei Discorsi sulla prima deca di Tito Livio. Nel pomeriggio ho pensato a un libro di Cacciari e Augias su un periodo in cui il fatto è che le condizioni non sono solo culturalmente, ma anche politicamente. C’è una data che fa da discrimine il 1492. Una data che segna la morte di Lorenzo il Magnifico e la scoperta delle Americhe, quest ‘ ultima fondamentale per il cambio dell’indirizzo economico e culturale del mondo; 1492 e 1989 si equivalgono perchè in questi due anni, così lontani tra loro, cambia tutto. E ‘ovvio che di questo certi intellettuali di allora se ne accorgono prima e in discussione la Scolastica cosidetta medievale. In primis Dante, ma poi Valla, Alberti, Pico, Marsilio, Leonardo, Botticelli … ecc. New York e Roma, poi Costantinopoli. Ma nel XVI secolo ci fu la propensione a fare ciò che dopo la caduta del muro noi non abbiamo fatto. Su tutti Mahiavelli come diceva Augias, ma anche altri pensatori hanno cercato di comprendere come orientare il mondo dopo la scoperta dell’America, dopo cioè l’apparire tutto orizzonte della Scienza Nova. Hanno inventato mondi utopici che però avessero radici nella realtà. Febbre e Signorie, hanno capito che il mondo è incentrato su un nuovo di venire nell’antica Roma, non potrebbe più sussistere. Questa utopia manca un noi contemporanei presi siamo dal solo presente, dal pragmatismo, dal fatto tutto o subito come vuole chi ci vota. Manca un fattore essenziale oggi: la discussione, la dialettica. Sembra che non abbiamo tempo !. Non pensiamo al bene della comunità, pensiamo ad essere rieletti perché comandare è meglio che fottere. Eppure io penso che non si può programmare il presente se non si ha un idea di quello che per il futuro non è stato né progettato né futuro. Machiavelli ha fatto ecco perché Di Maio, Salvini e c. sono personaggi politici di serie C.