Ci vuole molta calma e molto gesso per pensare che il 2019 sarà un buon anno! Guardiamoci intorno, Trump, il nuovo presidente della Repubblica brasiliano, tutta l’Europa dell’est xenofoba e filo nazista, per non parlare degli scappati di casa che governano il Bel Paese che non è il formaggio come potrebbe pensare Dimaio o Toninelli, ma è l’Italia.

Io, per non partecipare al rito collettivo della ciucca di fine anno, ai trenini, ai cenoni, ai fuochi (di cui io ho sempre avuto paura!) alle 23 ero a letto a dormire. Non per snobismo, ma perchè non me la sentivo di fare buoni propositi per un nuovo anno in cui domineranno – lo dico a pelle, come si addice a un social – xenofobia, sussidi per i nulla facenti (che lavoreranno in nero per non perdere il sussidio di disoccupazione), morti nel Mediterraneo, sparizione dell’editoria, e delle ONG e, se volete essere completamente catastrofici, l’assassinio del Papa.

Però, poiché non è a pelle che si fanno questi ragionamenti, sennò si da ragione a Salvini, cerchiamo di vedere quello che si può fare per non cadere più in basso. Credo che si debba operare in due campi: guardare al futuro recente per poter cominciare a creare uno stato nuovo nel futuro di là da venire. Non pensiate che dica delle genialate, mi limito a progettare una società del futuro così come la vedo io per potere  realizzare quello che si può realizzare oggi per arrivare a questa società del domani, che io non vedrò, ma di cui getto le basi per i posteri se mi vorranno seguire.

Dire: applichiamo la Costituzione italiana che è la più bella del mondo, è semplificare un problema che è invece complesso. Prima di tutto perchè non so se è la più bella del momdo. E’ una Costituzione che ha 70 anni come me e che quindi qualche crepa l’ha. Insomma voglio dire che niente è sacro e intoccabile. Primo assioma si può modificare tutto ma solo se si ha un progetto per il futuro.

La mia società ideale prevede felicità per tutti e pane per tutti, il che non vuol dire lavoro per tutti, meglio lavoro per tuttti, ma scelto dal singolo secondo le sue capacità e le sue attitudini. E già qui  bisognerà capire chi indica le attitudini del singolo. Lui solo? O la comunità in cui vive.

Grandi uso delle macchine per affrancare noi umani da lavori da animali.Quindi lavoro specializzato per tutti. Grande spazio all’istruzione in cui io che so come si fabbrica e si usa una determinata macchina insegno l’uso ad altri che ne siano interessati. Ma se la mia società vive sulle macchine, grande spazio alla ricerca.

Trasformare la globalizzazione in internazionalizzazione del lavoro. Voglio dire  stop alle frontiere, ma stop anche al lavoro inteso come profitto per uno solo o per la grande finanza. L’idea è quella cooperativistica. Libertà di movimento di chiunque.

Questi alcun punti su cui lavorare oggi per domani. Certo ci saranno anche i lavativi, ma a quelli, credo, possa pensarci la comunità in cui il lavativo vive.

Utopia, cert,senza l’Utopia non si reaizza che il fattuale – direbbe Feltri. Il fattuale lo realizza chi non vuol pensare, chi non crede che l’uomo abbia grandi potenzialità. Ho appena cominciato. L’assioma base è quello che l’uomo non sia un lupo per il suo simile, che l’uomo llbero sia anche buono e fratello dell’altro. Già su questo se ne sono dette di cotte e di crude. Discutiamone…