Il titolo è accattivante. Ma serve solo per fare audience cioé ascolti, perché non parlerò di Feste, parlerò di una conferenza in Sala Rossa, organizzata dalla Ubik, su un libro del professor Gibelli di cui non so il titolo perché non l’ho ancora letto e andrò a comprarlo o forse no, vedremo. Dico così perchè il libro tratta del periodo berlusconiano e dal momento che io sono giovane il periodo berlusconiano anche se ha americanizzato anche in senso politico l’Italia e la televisione (si parla degli anni 90 e del 24 gennaio del 93, il giorno in cui Berlusconi scelse di scendere in campo), lo ritengo morto. Essere giovane vuol dire oggi vedere solo il presente, l’hic e il nunc, non prendere in considerazione né il passato che non è maestro di vita, ma solo una cosa che non esiste, nè tanto meno il futuro che non ha “futuro”. Scusate il bisticcio, ma è così. Quando ero giovane io parlavo del futuro, lo prevedevo perchè sapevo cosa mi riservava: un posto fisso, una mogliettina giovane carina, una casettina in periferia, insomma mille lire al mese e per sempre. Pensare che questo modo di essere noi lo tacciavamo di pensiero borghese e lo contestavamo, ma in fondo ci piaceva, ci rendeva sicuri. Oggi che non c’è più noi lo rimpiangiamo e lo proponiamo col sussidio di disoccupazione. In effetti il prode Di Maio propone solo 800 euro al mese, mi sembra comunque che applichi proprio la filosofia della canzone Se potesi avere mille lire al mese – sin lì riesce a capire poer nano! –  che si rifà a quel raffinato filosofo che era Rabagliati e l’autore di questa canzone di epoca fascista. Se, come ho detto prima non mi interessa il passato,  Berlusconi lo rappresenta e quindi non mi interessa;  mi sarebbe piaciuto sentire da Freccero invece, ieri sera,  come dirigerà RAI DUE da oggi in poi, cioè nel futuro. Già perchè Freccero era presente al dibattito e ha parlato da par suo del suo periodo belusconiano (dal 79 alla sua discesa in campo), ne ha parlato in modo situazionista, rifacendosi all’introduzione del professor Bianchi che l’ha buttata su Hegel. C’erano dei bei professoroni che hanno parlato bene come neanche Azzeccagarbugli! Il Freccero se li è mangiati tutti, abituato com’è a platee mediatiche cui i due suoi bravi interlocutori non erano. Ha fatto persino credere a una platea ingenua che la sua scelta populista (diventa direttore di RaiDue in quota 5 stelle) sia una scelta di sinistra, perchè sostiene il populismo la piazza cioè, se ben indirizzata è contro un establishment e quindi di sinistra. Non lo so, vorrei crederlo. Ho un esempio di ciò negli anni 20, quando si scontravano contro l’establishment al potere di allora (Giolitti per capirci) socialisti rivoluzionari e fascisti nazionalisti ecc. Volevano entrambi cambiare il mondo, come i giallo – verdi di oggi!

Ammesso e non concesso che i 5 stelle rappresentino (come sembra sostenere Freccero, ma non l’ha detto)  i socialisti di allora e ammesso (questo lo concedo certo io) che i salviniani e leghisti rappresentino i fascisti,  non mi risulta che negli anni 20 destra e sinistra si siano messi assieme per formare un governo anti giolittiano; semmai, allora, se le sono date di santa ragione, con morti feriti, morti e  arresti, sino a che i fascisti hanno trovato soldi e sponsor per mettere a tacere la sinistra e combattere il comunismo (come Il Berslusconi degli anni 90!). E’ questo che mi spiazza e che la storia di allora non mi permette di risolvere. Forse aveva ragione il professor Bianchi che ha introdotto Gibelli e Freccero, ha ragione Hegel, non esiste nella storia nel suo divenire, bene o male esiste la Storia….Speriamo.