Quando parlo di Ungheria, Polonia, Germania di quegli anni, io non penso come pensano i millenias di oggi. Io penso a due Germanie quella dell’Est e quella dell’Ovest, non penso all’Ungheria come a un paese  a sè stante la penso come un paese dipendente dall’economia russa. Oggi i fanciulli pensano alla Cechia e alla Slovacchia, io no pensavo Cecoslovacchia tutto attaccato con una sola capitale e anche loro, come l’Ungheria dipendenti dalla Unione Sovietica. Romania, Bulgaria, Iugoslavia, Albania erano i paesi in cui potevano entrare solo gli iscritti al Partito quello con la P maiuscola: il PCI. La prima volta che sono stato a Trieste, più o meno agli inizi degli anni 70 provai ad entrare in Croazia, ma avevo solo la carta d’identità e mi risero in faccia. Negli anni 40 50 c’era un di qua quello che veniva considerato il mondo più libero a cui si accedeva con meno difficoltà (Francia, Spagna, Inghilterra ecc.) ma sempre con il passaporto sino agli anni 60 e un di là l’Est Europa a cui proprio non si accedeva se non eri dei “Loro”.  Era vero che il mondo era diviso tra il presunto mondo del bene (il nostro) e quello del male (quello comunista) anche se i comunisti dicevano il contrario e non perdevano occasione per mettere in rilievo la corruzione di costume del mondo capitalista.

Sono stato bambino in questo mondo diviso in due tra Bene e Male. Per un po’ ho pensato che fosse veramente così semplice dividere le cose in bianco e nero, poi mi sono accorto che tra il bianco e il nero ci sono mille sfumature. Con la caduta del muro nell’89 ho scoperto tante belle nazioni nuove. L’impero sovietico sgretolandosi mi ha fatto conoscere la Cecenia, ad esempio, il Kazakistahn, la terra dei kazaki che noi chiamiamo cosacchi, l’Ossezia. Mi sono sentito ignorante. Non è che questi paesi non esistessero anche prima gli è che la propaganda USA e DC in Italia ci faceva pensare ad un blocco unico e compatto, ad un nemico solo, mentre il blocco era talmente poco compatto che appena l’URSS collassò, rialzò la testa. Insomma con la caduta del muro Yalta morì e nacque un altro modo di fare geografia. Mutò la geopolitica. Che sia un bene non lo so. Che ci sia più libertà oggi non lo so. So che è cambiata la carta geografica e tutto va rimescolato di nuovo. Una volta questo rimescolamento si faceva con la guerra mondiale, ora con le guerre locali che sempre mondiali sono.