Si faceva un gran parlare in famiglia anche del processo al cardinale Myndzenskij – non so s e si scrive così – si era tutti d’accordo sul giudizio negativo e sulla condanna di Stalin. Una cos ava chiarita che allora si doveva dire sottovoce: Stalin, già dal 49, era considerato da molta parte dell’opinione pubblica italiana un dittatore. Le cose stavano così: i comunisti dominati dallo stalinismo italiano di Togliatti vedevano in lui un grande nonno da sorriso bonario, i socialisti nenniani si discostavano di poco da questo giudizio gli riconoscevano, se non altro,  di aver combattuto eroicamente contro il nazi fascismo e di avere dato alla causa un sacco di morti. I socialisti nenniani con sfumature diverse erano Pertini, Basso ecc. Poi c’erano i socialdemocratici. Poichè loro ricevevano i soldi dagli USA e non dall’URSS come gli altri dicevano che il comunismo era il demonio era cioé Stalin. Oltre i democristiani tra i denigratori di Stalin c’erano i socialdemocratici di Saragat, gli azionisti, i liberali, e via via tutti i partiti di destra. Se incrociate le opinioni potrete trovare qual’è la verità storica che sara rivelata solo all’inizio del millennio: quello dell’URSS era un sistema di capitalismo statale in mano ad una burocrazia di partito cioè per essere più chiari una minoranza che, ironia della sorte, si dichiarava comunista deteneva il potere economico e legiferava a per mantenerlo e non ammetteva  contraddittorio, all’Ovest era lo stesso con la differenza che la dissidenza poteva dirlo liberamente e si dava a un numero maggiore di persone l’apparente libertà d’impresa. Lo scontro era tra questi due poli. Il processo al cardinale polacco mise in maggiore evidenza quello che sarebbe stato il regime dominante il modo, sino alla morte di Stalin e all’invasione dell’Ungheria. A quel punto anche i “comunisti”  (d’ora in poi l metterò sempre tra virgolette) cominciarono a discutere tra loro.

Se guardiamo ad alcuni episodi  della Resistenza di cui si venne a sapere molto più tardi e di cui parlarono Pasolini da sempre anti stalinista e forse anche anticomunista, Porzùs, dove morì suo fratello ad opera dei figli di Stalin, e già prima alcuni episodi della guerra di Spagna, raccontati da Loach, dimostrano come i “comunisti” non ammettessero dissidenze. Anche mio, nel suo piccolo, in privato, ci raccontava che qualche volta i badogliani erano stati “attaccati” dai “comunisti”, ma li perdonava per l’ideale comune che avevano con loro nel liberare l’Italia dal nazismo che tra liberalismo e comunismo catalogherò come  un tentativo di ritornare al mondo pagano pre rivoluzione francese, in cui una razza quella vincente dominava sulle altre perdenti perchè più deboli economicamente e culturalmente. Quindi c’era un impegno tra gli uomini che ancora un pensiero avevano di sconfiggere queti Zombie che provenivano dal peggiore passato.  Ne parliamo.