Non crediate che io, infante di un anno, ricordi quello che successe nel 49. Quello che vi sto per raccontare riguarda il 49, ma io lo sentii narrare nel corso degli anni. 1949 si era sposò la sorella di mio padre la zia Lisetta con lo “zio” Mario, da cui si divise quasi subito, con un coraggio da leone per quei tempi maschilisti, senza divorzio. Fece scandalo in una famiglia beghina come la nostra!

Mario Revello, cacciatore e comandante partigiano, così si chiamava il marito. La mia famiglia tendenzialmente liberale (di sinistra – direbbero oggi radical chic) molto anticomunista dette – con buona pace degli stalinsiti – molti partigiani alla Patria: mio padre, questo mio “ex” zio,  Mario e i due eroi – perché morti per l’Ideale – Pasquale e Stefano Figuccio. Gli unici comunisti veri, stalinisti furono questi ultimi, anche se mio padre sosteneva che Stefano Figuccio fu partigiano più per amore del fratello che per amore del comunismo. Comunque morirono entrambi a Vispa il 20 gennaio del 45 e noi li ricordavamo con rimpianto. Certo zio Mario e papà non furono mai riconosciuti dagli stalinisti come partigiani perchè erano uno, lo zio, di Giustizia e Libertà, l’altro, mio padre delle formazioni di Mauri, gli azzurri, i “badogliani”, come dispregiativamente li chiamavano gli stalinisti. E’ vero mio padre combatteva per ideal di libertà borghesi, non per il fine superiore della dittatura del proletariato come dicevano gli stalinisti e i rossi o presunti tali, ma visto poi cosa è diventato lo stalinismo, viva mio padre. Per i comunisti  veri dirò che il comunismo non fu mai né Stalin né Togliatti, il comunismo  è un’altra cosa, più nobile. Questo è un discorso lungo che affronterò via via, per ora basti questo.