Vi sento già chiedermi: ma come facevate a vivere senza TV, senza Internet, senza smart phone? Sono passati 70 anni, ma sembrano 700. E’ vero. Si viveva: meglio o peggio è un giudizio di valore che non mi compete, anche perché già potrebbe deporre a vantaggio degli anno  40 50 il fatto che allora ero giovane  e avevo tutta la vita davanti. Oggi ce l’ho tutta dietro!. Intanto facciamo una precisazione: il parere che vi do io è quello di uno cresciuto in una famiglia della piccola media borghesia benestante. Stavo in una casa di proprietà che è la stessa dove sono tornato a vive re ora in Corso Italia 21 di 190 metri quadri. Ci abitavamo in sei sino al 50, in sette dopo la nascita di mia sorella Maria Assunta. Eccovi la formazione: nonna paterna Caterina Scotto vedova dal 1940 di Felice Rossello, proprietaria della casa, zia Elisa ma da tutti chiamata Lisetta, nubile sino al 49, da quell’anno sposata, ma poi ritornata subito a casa dopo avere abbandonato il marito, in attesa di divorzio che allora in Italia non c’era. Già questo a voi non fa né caldo né freddo, ma a quei tempi l’abbandono del tetto coniugale da parte di una donna era uno scandalo. Infatti in famiglia, da parte dei fratelli di mio nonno Felice, fece scandalo; Francesco Rossello detto Checco, mio padre, Adamaria Brizzi in Rossello, mi madre; Felice Rossello, io, e Anita la donna di servizio che dormiva in casa. Dopo il 50 si aggiunse Mariassunta mia sorella.

La giornata si svolgeva più o meno così: papà a Lavorare dalle 8 e 30 alle 12, poi a casa, quindi dopo il riposino di nuovo al lavoro sino alle 18. Alle 18 tornava a casa prelevava la mamma (non c’era citofono, nè ascensore allora) e andavano al bar ad incontrare gli amici ce poi, la sera venivano a fare quattro chiacchere da noi. Zia Lisetta a lavorare in ditta (9-12; 15-18), la nonna in cucina sino a mezzogiorno a preparare il pranzo, riposino e poi verso le cinque invitava le amiche a prendere il té e a fare “caeti”, verso le 19 preparava con Anita la cena. La quale Anita la mattina faceva la spesa su ordine della nonna, poi riordinava casa.. Io stavo in casa finchè non ebbi l’età della scuola accudito da mia mamma. Si ascoltava la radio durante il pranzo e la cena. Al lunedì si ascoltava il concerto Martini e Rossi che era un concerto vocale e musicale di romanze da opere liriche, offerto appunto dalla Martini e Rossi. Si chiaccherava molto si discuteva durante il prnazo, la cena, si commentavano le notizie del giorno che semtivamo in radio. Ci si guardava in facci. Mio padre odiava il telefono perchè era la spia di un qualche paziente che stava male e lo chiamava per una visita. Come tutti i medici odiava che le persone stessero male e faceva di tutto epr allievare la loro sofferenza. L’unica cosa moderna un telefono a fili e una radio. Ma io lo ricordo cone gioia. A domani.