Bartali vinse il tour de France, ma soprattutto vinse il 15 luglio la tappa che lo proiettò dal secondo alprimo posto con un fugone dei suoi, da matto qual era. Bartali era un sanguigno, un democristiano doc, amico di De Gasperi e pare che nella sua impresa del 15 luglio ci avesse messo lo zampino proprio il Presidente De Gasperi che gli telefonò e gli disse “Gigante salvaci tu!”. E quello il 15 luglio vinse e fece dimenticare agli italiani l’attentato a Togliatti. Bartali il buono, quello nei secoli fedele. Non come Coppi lo sciupafemmine, il concubino, il comunista.Perché, lo dico per i millenials, quando nacqui io e ancora per molti anni in Italia di divorzio non se ne parlava, l’adulterio era punito soprattutto se lo commetteva la donna, perchè per gli uomini, voglio dire i maschi o presunti tali, l’adulterio era ammesso, punito con un buffetto rispetto a quello femminile. La donna era la “regina della casa”. I soldi a csa li portava l’uomo, che non faceva mancare niente alla donna, ma via che una donna lavorasse era sconveniente, anche perché cosa poteva dire la gente di un marito che non portava a casa sufficienti denari per farla vivere. Via lavorare per una donna era cosa da operari e contadina, una borghese: “non fia mai!”.

Ricordatevi che nel 46 quando le donna ebbero diritto di voto, molte furono accompagnate al seggio nell’opinione che le donne non capissero niente di politica! Non sono tanto i telefonini che non c’erano, la Tv che era di là da venire che mancavano, mancava all’Italia e in parte al mondo l’idea, ormai alquanto civile credo, che uomini e donne abbiano gli stessi diritti, non che siano uguali, ma che abbiano gli stesi diritti e doveri. Sino a che non ne saremo convinti tutti non si potrà parlare di civlltà. Quindi io non rimpiango il 48, così come non rimpiango gli anni 50 perchè rappresentano in questo senso un periodo oscurantista.