La mia maturità

A luglio di quest’anno ricorrerà mezzo secolo dalla mia maturità. In verità ricorrerà a settembre perché io fui “rimandato” a settembre di scienze: nel 1967 si rimandava. Era un esame molto diverso da quello di oggi che si fa con professori locali che si conoscono tutti. “Ai miei tempi” I prof venivano da tutta Italia. Nel mio caso da Pisa, Lucca, Mazara del Vallo, Milano, Genova. Ancora “ai miei tempi” gli scritti erano 4 e duravano 4 giorni. All’orale venivamo interrogati, materia per materia, sul programma dell’ultimo anno e su riferimenti agli anni precedenti per 2 giorni, anche di arte ed educazione fisica. Era una prova iniziatica, tribale infatti con la maturità si veniva inseriti tra i grandi. Io la mia vena humour l’ho scoperta lì. Sentite perché: la professoressa di Scienze era madre di un mio compagno di squadra che giocava infatti a pallacanestro con me. In quanto amico di suo figlio mi trattò benissimo, mi chiese tra le altre domande, di parlarle della fotosintesi. Farfugliai qualcosa poi mi tacqui allora lei, santa donna, per aiutarmi mi chiese “Ma l’anidride carbonica le piante la rilasciano dalle foglie o dalle radici?” e io con “ferma voce e signori coraggio” asserii convinto: “Dalle radici, sennò come farebbe l’acqua minerale ad essere gasata!”.  Si limitò a dirmi pacatamente, ma con voce compassionevole: “Grazie, vada pure!”.