Giocano in 6

Allenatore, dilettante, ma con mentalità da professionista. Cosa vuol dire; vuol dire che ci allenavamo tre volte alla settimana (martedì, giovedì, venerdì) che giocavamo il sabato o la domenica come se fossimo la Juventus, concentrati “sempre sul pezzo”, cercando di non distrarci, come se fosse un mestiere. Insomma ci credevamo. Tanto è vero che proprio l’anno che poi scelsi di fare l’autore, nell’82, vinsi il Campionato Regionale cadetti che corrisponderebbe oggi, credo, all’under 18. Fui campione ligure con la squadra classe 1965, oggi sono tutti vecchi signori cinquantenni. Vincemmo da Ventimiglia a Spezia, ma come uscimmo dai nostri confini regionali fummo battuti da una squadra di Pontedera che era il vivaio del Monte Dei Paschi (allora la banca era solida o forse rubavano già, ma non si sapeva) e da una squadra di Milano di cui non ricordo il nome. Allora era così i nostri vivai autarchici cozzavano coi vivai cosmopoliti delle società che si potevano permettere di spendere per avere giocatori di tutto il mondo. Nel basket non accade mai che David batta Golia. Vince sempre Golia e così noi poveri David venivamo abbattuti dalle corazzate dei ricchi. Nel basket il ricco vince sempre che sia una metafora dell’America?