Appunti qua e là


Renata Scotto come back


Immigrazione


Gesuiti

Renata Scotto come back

Venerdì: una mediazione tra internazionalismo e localismo: Renata Scotto come back. Come back to Savona. Partita dal teatro Chiabrera dove da giovanissima aveva debuttato con Traviata questa signora del canto italiana è passata dai maggiori teatri italiani a quelli americani. Dalla Scala al Covent Garden al Metropolitani. Tutto grazie alla sua meravigliosa voce, ma anche alla sua voglia di studio di miglioramento del suo gioiello naturale che ha affinato sino a diventare una delle grandi del canto. Da Savona a New York e …ritorno. La signora è tornata è stata intervistata allegramente e bene da Iacopo Marchisio dopo essere stata accolta da una standing ovation, ha ricevuto dal Sindaco Caprioglio la cittadinanza savonese e poi ha tenuto un master pubblico in cui ha diretto e corretto tre aspiranti cantanti liriche scelte dall’Opera Giocosa. Da par suo: è stato per me un momento meraviglioso vedere come accanto all’emissione, alla coloritura, ai legati, la Signora badasse anche alla personalità del personaggio, al testo da cantare, ma anche da leggere. Perché a suo dire il cantante ha un privilegio sull’attore deve recitare con l’ausilio della musica che dà intonazione e interpreta il personaggio. Il tutto al servizio del pubblico.


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Immigrazione

Ho assistito mercoledì 24 in Sala Rossa a Savona, giovedì 25 in S. Andrea, venerdì 26 al teatro Chiabrera a tre manifestazioni interessanti. Due cultura ed istituzionali (S. Andrea e Chiabrera), una un po’ meno (Sala Rosa). Comincio dall’ultima: il circolo culturale Logos, di fatto emanazione di Lotta comunista, l’unica formazione politica seria dell’estrema sinistra, ha presentato un libro in cui si dà testimonianza della suola di italiano tenuta dall’Associazione in Liguria. Lotta Comunista sostiene che gli emigrati sono la salvezza di un’Europa vecchia e stanca. Verissimo. Approvo e accetto. Mi pongo un problema: non si farebbe un servizio migliore se acanto all’accoglienza ci fosse anche l’isolamento dei cialtroni? Lo so è una domanda che va fatta anche per gli “indigeni”. Allora pongo un’latra domanda: non è che la cialtronaggine immigrata e non serve al potere?


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Gesuiti

Passiamo a quella istituzionale di S. Andrea. Dico istituzionale perché ad essa hanno assistito il Sindaco e l’ex vescovo di Savona, mischiato ad onore suo tra noi. In Sala Rossa alla conferenza di Logos, autorità non ce ne erano. Grazie ai droni abbiamo potuto vedere le volte della Chiesa da vicino. Il professor Gianni Vercelli e gli studenti e dottori del Campus di Savona hanno fatto un ottimo lavoro, abbiamo visto S. Ignazio da Loyola in faccia, siamo stati a tu per tu con lui, ma grazie all’analisi storico pittorica della professoressa Collu ho potuto tra le righe della sua relazione leggere quanto integralisti erano, allora, certi cattolici gesuiti e non. Quanto gli indiani e le divinità non cattoliche fossero denigrate e tenute in nessun conto. Bravo Marchisio a leggere le note pittoriche del Torteroli (di cui ha dato notizie Ugo Folco) che è stato l’unico e l’unico nell’800 a vedere da abbastanza vicino gli affreschi. Una immersion nella savosenisità. Sono passato dall’internazionalismo del giorno prima al localismo del giovedì. 


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